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San Lorenzo e il suo mercato

giugno 5, 2016

Ecco uno dei miei quartieri preferiti di Firenze : il Borgo San Lorenzo. A 2 passi dal Duomo, il quartiere si sviluppa intorno all’omonima basilica, famosa per la sua facciata incompleta e le cappelle medicee, dove riposano i membri della famiglia De’ Medici.

Un tempo in Piazza San Lorenzo si teneva anche il mercato, ma fu spostato un po’ di tempo fa’ per liberare la vista della basilica. Si trova ora in Via del Giglio, appena dietro.

La zona si caratterizza per la presenza di molti commercianti di pellame, che affollano i negozietti intorno alla basilica e lungo Borgo San Lorenzo, che unisce Piazza San Lorenzo a Piazza San Giovanni (Piazza del Duomo), fino in Via del Giglio, dove c’è il mercato all’aperto. Ci trovate di tutto, dalle giacche in pelle alle cinture, dalle borse agli accessori di ogni sorta : vi invito giusto a verificare bene che si tratti di prodotti veramente made in Florence perché, ripeto, c’è di tutto…

Qualche immagine...

Ma la vera cosa da fare è una visita gustativa al Mercato Centrale di San Lorenzo, soprattutto in notturna !

Autentica istituzione per i privati e i ristoratori fiorentini, lo splendido edificio fu costruito fra il 1870 e il 1874, periodo in cui la capitale d’Italia venne spostata da Torino proprio a Firenze. Si ispira alle halles francesi*, realizzate in materiali innovativi come ferro, ghisa e vetro : non a caso l’architetto a cui furono affidati i lavori era il Giuseppe Mengoni a cui si deve anche la Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Il Mercato di San Lorenzo sostituì allora quello della Paglia (sotto la loggia del Porcellino), che era diventato troppo piccolo. Fu anche l’occasione per riconvertire il quartiere dei Camaldoli di San Lorenzo, piuttosto malfamato all’epoca, fatto di casupole fatiscenti che vennero demolite per fare posto alla struttura odierna.

Al pianoterra si trova  il mercato tradizionale, con le bancarelle alimentari, aperto da lunedì al sabato dalle 7h00 alle 14h00 (il sabato fino alle 17h00).

*Halles = mercato (coperto)

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Ma il piano di sopra resta aperto tutti i giorni dalle 10h00 a mezzanotte…e qui si passa alla consumazione ! Il Comune di Firenze ha voluto trasformare un luogo dove di solito si fa semplicemente la spesa ad uno spazio animato. Le bancarelle diventano veri e propri chioschi e ristoranti dove si può mangiare dall’antipasto al dolce, passando per le bevande e, naturalmente, guardare la partita sul megaschermo del bar !

C’è posto anche per una piccola Eataly, una libreria ed una scuola di cucina. E naturalmente non poteva mancare nemmeno uno stand della Fiorentina

Per quanto mi riguarda, io ho mangiato allo stand della cucina tradizionale fiorentina : mi sono offerta un gran classico, le tagliatelle al ragù di cinghiale. Dopodiché ho concluso con un gelato da Beduschi C., pochi gusti ma eccellenti. Il laboratorio è proprio dietro allo stand, si possono ammirare i mastri gelatieri produrre la loro delizia.

Qualche immagine...

Non si può venire a Firenze, soprattutto in un quartiere popolare e non provare almeno una volta il lampredotto. Trattasi del quarto stomaco dei vitelli cucinato per ore in umido (per i milanesi imbruttiti come me, stile trippa). Si mangia come un panino, stile burger king nostrano. A Firenze qualunque chiosco o bar vende  il lampredotto : al chiosco di piazza del mercato della Paglia abbiamo trovato la polizia municipale che faceva una pausa (alle 10h30 del mattino…) a base di lampredotto e bicchiere di rosso, tanto per capirci.

Se l’ho provato ? Manco morta, però ho chiesto a questo simpaticissimo cuoco che mi ha spiegato come si cucina e gli ho dato un’annusatina…devo dire che il profumo è delizioso. Mi è bastato comunque quello.

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Il quartiere San Lorenzo pullula di posticini dove andare a mangiare, come trattorie, gelaterie e terrazze (oltre al mercato coperto), soprattutto lungo via Borgo San Lorenzo…ma ci sono anche parecchie trappole per turisti.

La via è stretta e molto battuta, quindi se volete mangiare nei paraggi vi consiglio di mettervi piuttosto all’interno.

Per gli hôtel stessa cosa, si concentrano piuttosto intorno a Piazza San Lorenzo. Il problema è che, salvo prendere camere che danno verso l’interno, rischiate di non dormire per il casino.

Clicca sulle foto per ingrandirle.

Se cercate un bell’hôtel ben posizionato e un ristorante di classe con ottima cucina e ambiente, ecco 2 indirizzi che conosco bene e che posso raccomandarvi senza esitare :

Un Konnubio imbattibile fra l’autenticità toscana e la raffinatezza marchigiana : benvenuti dalla chef Beatrice Segoni !

Un soggiorno incantevole in una delle dimore storiche più antiche e prestigiose della città : benvenuti a Palazzo De’ Conti !

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Firenze la Magnifica

marzo 13, 2016

Ebbeh, non è mica facile trovare un titolo per un articolo su Firenze. Né una foto di copertina, del resto.

Allora, visto che in questa città di recente vengo spesso per motivi di lavoro, mi sono detta : scegli un titolo che riassuma quello che la città ti evoca, scegli l’immagine che corrisponda meglio. Più facile : Firenze mi evoca il Rinascimento (e come non potrebbe ?), con la Signoria dei Medici, i suoi capolavori artistici…E allora la scelta è scontata.

Il complicato però viene adesso…come faccio a scrivere un articolo sintetico su Firenze ??? Dopo infinite riflessioni, cercando di rispettare anche la leggibilità del blog, mi sono detta che forse il modo più semplice è quello di andare per quartieri.

Va bene, proviamoci.

Il quartiere San Giovanni

Si ringrazia wikimapia.org per la foto.

Il quartiere prende il nome dal Battistero di San Giovanni Battista : patrimonio dell’UNESCO dal 1982, la piazza San Giovanni, più comunemente nota col nome di Piazza del Duomo, costituisce il cuore ed il centro storico di Firenze.

La piazza accoglie la cattedrale di Santa Maria del Fiore (il Duomo), “più alta e sontuosa magnificenza” (Dante, cit.), costruita sulle ceneri di Santa Reparata, è una meta privilegiata dei turisti e una tappa incontornabile di qualunque visita alla città. Accanto ad essa, oltre al già citato Battistero di San Giovanni, svetta il campanile di Giotto.

Siete a Firenze di passaggio, solo una mezza giornata ? Una serata libera dopo una maratona di lavoro ? Qui dovete venire.

Non siete convinti ? Ok, date un’occhiata qui di fianco.

Già il Duomo di per sé è una meraviglia : la terza chiesa al mondo per dimensioni, la sua costruzione ha preso 140 anni ed ancora oggi non si capisce come Brunelleschi abbia fatto a realizzare una cupola tanto mastodontica (la più grande al mondo) senza avere a disposizione gli strumenti moderni.

Poi, tutt’intorno, trovate edifici straordinari : basta fare il giro della cattedrale. Dal lato sud (guardando la facciata, a destra), si incontra dapprima la Loggia del Bigallo, un edificio medievale che ospita l’ufficio del turismo. Lo si riconosce anche dalle carrozze che sostano davanti (e dall’odore relativo…). Dopodiché si arriva al Palazzo dei Canonici, dove, in una delle nicchie, la statua del Brunelleschi guarda in alto in direzione della cupola, per ammirare la sua opera straordinaria. Una volta girato l’abside, ritornando verso la piazza dall’altro lato, fate caso alla Casa del Donatello : è riconoscibile dal tondo che contiene il suo busto ed una lapide commemorativa.

Se vi va e il tempo è clemente, potete fermarvi a bere qualcosa o, ancora meglio, a mangiare un gelato in uno dei diversi bar e caffé che pullulano intorno al Duomo. Attenzione comunque alle trappole per turisti (ce ne sono una valanga, come potrete indovinare…) : io ho identificato qualcosa di carino, potete dare un’occhiata qui sotto.

Clicca sulla photogallery per attivare lo slideshow.

Essere in Piazza San Giovanni, infatti, non vuol dire che dovete infilarvi in qualunque posto la folla vi conduca, naturalmente. Una volta che avete visitato tutto il ben di Dio descritto più dopra, ecco qualche suggerimento per rilassarvi o mangiare come Dio comanda :

Un caffé da Scudieri con vista sul Duomo non ha prezzo, soprattutto in terrazza quando fa bello !

Un Camino dietro il Duomo : venite a visitare questo angolo di Paradiso gastronomico !

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Il porto di Milano

gennaio 4, 2016

Milano, lo sanno in molti, è una città fluviale : anche se nel corso degli ultimi anni i navigli sono stati in gran parte interrati e sostituiti dalle circonvallazioni, nella zona fra Porta Genova e Porta Ticinese si possono ancora percorrere il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, che si incontrano alla Darsena, da poco riaperta dopo anni di lavori di pulizia e restauro. Oggi il bordo è stato completamente rifatto ed è possibile passeggiare tutt’intorno alla zona, da piazza Cantore a piazza XXIV Maggio da entrambi i lati : sono state messe panchine, negozi, aree di sosta.

Un po’ di storia :

La piazza XXIV Maggio era, in tempi medievali, occupata dal laghetto Sant Eustorgio (dal nome della basilica, poco lontana) : qui confluivano le acque di Vettabbia, Olona e Seveso.  Il laghetto accoglieva le chiatte che portavano le mercanzie in città.

Un po’ più tardi, nel 1439, i pesanti carichi di marmo resero necessarie imbarcazioni più potenti e, quindi, fondali più profondi : il laghetto fu quindi dragato ed un canale fu costruito per trasportare i carichi alla fossa interna (via Molino delle Armi). Il dislivello fu regolato con la costruzione della conca di via Arena, di cui oggi rimangono pochi resti in via Conca del Naviglio (foto in basso*).

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Più in periferia, le piene e i dislivelli dislivelli erano regolati grazie alla costruzione di chiuse, un’invenzione di Leonardo da Vinci.

Nel 1603 il laghetto fu definitivamente trasformato in porto : tutt’intorno un vero e proprio polo commerciale prende vita e la piazza attigua diventa sede del mercato del bestiame e tale rimase fino al secolo scorso. Tutta la merce arrivava alla darsena e passava poi per il dazio. Oggi gli antichi edifici adibiti a questa mansione sono stati riconvertiti :

Alla fine dell’ ‘800 Milano è il 3° porto d’Italia : soprattutto materiale da costruzione come pietre, ghiaia, sabbia e legno, ma anche derrate alimentari. Il porto e le vie d’acqua ebbero un ruolo determinante anche nella ricostruzione della città, le cui vie di comunicazione di terra erano state distrutte dai bombardamenti.

Ma con l’avvento dell’automobile e dei sistemi di trasporto su ruota l’attività stagna : l’ultima imbarcazione trasportante sabbia sbarca alla darsena nel 1979.

Luogo tradizionalmente malfamato, la piazza è stata ormai completamente riallestita : isola pedonale al 100%, accessibile solo al tram, la zona è ricchissima di bar e locali con musica dal vivo. Non lontano di qui c’è una delle Università di Milano (la Bocconi) e la zona è piena di uffici, quindi il quartiere è molto frequentato, di giorno (pausa pranzo) come di sera.

Cosa c’è da vedere :

La zona è raggiungibile in macchina senza dover pagare il ticket, in quanto rimane ai bordi della 2a circonvallazione : potete parcheggiare in piazza Cantore (io di solito la metto al garage sopra la Coin) oppure in viale Gian Galeazzo c’è un piccolo garage privato (provato anche quello) che resta aperto fino a tardi.

Altrimenti, metropolitana 2 (linea verde) fermata Porta Genova e vi ritrovate vicino a piazza Cantore. Io comincerei la visita da qui.

Potete percorrere la passeggiata fino a Porta Ticinese, in piazza XXIV Maggio, e ammirare l’incile con il naviglio Pavese che, come il nome lo dice, porta fino a Pavia (foto in basso, il ponte a sinistra).

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Facendo il giro della piazza potete proseguire fino al naviglio Pavese, che si immette direttamente nella Darsena e conduce fino a Pavia. E’ lungo oltre 30 km e conta 12 conche. Utilizzato per il trasporto fluviale fino al 1965, è oggi piuttosto usato come canale di irrigazione. Oltre ai localini e i negozietti, vi consiglio di proseguire fino alla chiusa, che è ancora attiva. In questo punto potete attraversare il ponte e rientrare verso la darsena :

Proseguendo lungo viale Gorizia, costeggiando la darsena allontanandovi da piazza XXIV Maggio, vi ritroverete sul naviglio Grande. E’ lungo quasi 50 km e prende l’acqua dal Ticino, è il più grande e il più antico naviglio d’Europa. Mentre passeggiate, guardate all’interno dei bei portali : la bellezza di questi quartieri si nasconde nelle corti interne, regni discreti delle case a ringhiera (tipiche di Milano) dove i milanesi avevano creato vere e proprie comunità.

I navigli sono un punto d’incontro particolarmente meneghino, anche se sempre più turisti se ne appropriano : sono molto piacevoli da percorrere in ora pranzo oppure la sera (con una bella scorta di spray anti-zanzare…).

Dove mangiare :

Nei dintorni di piazza XXIV Maggio si trovano diversi locali per mangiare, ma soprattutto veloce (quindi non per me, slow food forever…), a meno di rimontare il Corso di Porta Ticinese che porta fino a Piazza del Duomo (foto in basso, vista dalla piazza e dal corso).

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Io resterei sulla piazza piuttosto per un aperitivo o per uno dei migliori gelati di Milano, la “Rinomata Gelateria” di Ripa di Ripa di Porta Ticinese, 1 :

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Dopodiché andrei a mangiare sui navigli. Entrambi, Grande e Pavese, pullulano di localini e ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma se volete gustare la vera cucina meneghina il mio consiglio è di provare “El Brellín”, Alzaia Naviglio Grande. Ne ho fatto un articolo a parte (clicca qui).

Buona visita !

 * Foto myvintagecurves.it

 

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Sua Maestà l’Alfa Romeo

gennaio 4, 2016

Durante le vacanze di Natale ho approfittato della riapertura il 24 giugno 2015, dopo decenni, del Museo Storico dell’Alfa Romeo di Arese, a qualche chilometro da Milano.

Ho scelto questo come primo articolo in assoluto per il mio blog per 2 motivi :

  1. ho vissuto ad Arese quasi 20 anni
  2. il 24 giugno è anche il MIO compleanno !

Come simbologia mi pareva niente male…tra l’altro avevo già avuto occasione di visitare il museo anni fa, durante una gita al liceo, e ne avevo conservato un ricordo divertente, anche se all’epoca l’allestimento era molto più sommario.

Aperto per la prima volta al pubblico nel 1976, il museo ha finalemente oggi uno spazio tutto suo nei vecchi uffici anni ’60 dell’azienda, che ormai si è notevolmente ridimensionata. Condivide tra l’altro i suoi spazi con l’attuale concessionario (si sa mai voleste passare alla cassa !).

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Devo dire che è davvero ben concepito : ampi spazi, pannelli esplicativi (in italiano e in inglese) chiari e sintetici, documentari audio e video che rendono la visita fluida e piacevole. C’è perfino un’attrazione in 4D : un simulatore di circuito sportivo con tanto di occhialini 3D, sedili mobili e cinture di sicurezza (non per i deboli di stomaco…).

L’esposizione è organizzata su 6 piani, ognuno con un tema differente. Si comincia con una timeline della marca Alfa Romeo e tutti i suoi logoi, dal 1910 fino ai giorni nostri ed una breve cronistoria dell’azienda faro dell’industria automobilistica italiana.

Forse non tutti sanno che Alfa Romeo nasce come A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) il 24 giugno del 1910 e viene poi acquisita dalla Società Ing. Nicola Romeo & C., dando nascita alla celeberrima Alfa Romeo. Fra l’altro, l’azienda deve il logo al giovane designer Romano Cattaneo, che rimase impressionati dal biscione visconteo visto sul palazzo del Filarete mentre aspettava il tram 14…

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La Torre del Filarete, Castello Sforzesco, Milano*

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Stemma Visconti Sforza sulla Torre del Filarete, Castello Sforzesco, Milano**

Una volta superato l’ingresso, accediamo al museo vero e proprio attraverso una scala mobile che attraversa una sorta di galleria del vento, dove il motore delle Alfa da corsa è udibile lungo tutta la salita :

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Arriviamo così nella prima parte dell’esposizione, la Timeline : una successione di vetture leggendarie su 2 piani, dalla 24 HP, prima automobile costruita al Portello, alla 8C Competizione, attraverso le granturismo degli anni Venti e Trenta, le grandi epoche di Giulia e Giulietta e le audaci novità introdotte da Alfetta e Alfasud, fino ai tempi più recenti.

Si prosegue ancora verso il basso nella sezione Bellezza, che ci fa ripercorrere gli 8 modelli leggendari, quasi tutti unici, che hanno fatto lo stile della casa nel tempo.

E’ il momento del connubio fra Alfa Romeo e i più grandi nomi del design della carrozzeria automobilistica. Viene creata Italdesign per la realizzazione di prototipi, la cui ispirazione si deve in gran parte a Giorgetto Giugiaro, il suo fondatore, che firma la Giulia Sprint GT e che accompagna Alfa Romeo dal progetto Alfasud alla 159. Impossibile non citare la collaborazione con Battista “Pinin” Farina. Negli anni ’50 Alfa Romeo si dona un Centro Stile : il car design comincia a vivere di vita propria, da qui usciranno nuovi talenti, nuove tecniche della carrozzeria automobilistica e si affermerà lo stile inconfondibile Alfa Romeo.

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Alcuni modelli Alfa Romeo hanno occupato un posto di rilievo nel cinema e compaiono per esempio in film come “Il laureato” (foto di testa) o “La dolce vita” (foto in basso) :

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L’ultima sezione del museo Velocità è dedicata naturalmente alle vetture da corsa e ai piloti che le hanno rese grandi, da Antonio Ascari negli anni ’20, a Enzo Ferrari che fonderà la casa automobilistica omonima negli anni ’30, gli amici e rivali Achille Varzi e Tazio Nuvolari negli anni ’40, Juan Manuel Fangio che negli anni ’50 vinse ben 5 titoli mondiali di F1. Molti di questi campioni morirono in gara.

La visita completa dura circa un’ora e mezzo ed è resa piacevole dalle audioguide, che ripercorrono la storia di Alfa Romeo in ordine cronologico e sezione per sezione. All’uscita si trovano un bar, la boutique e, naturalmente, il concessionario.

Museo Storico Alfa Romeo

Viale Alfa Romeo

20020 Arese (MI)

Apertura : dalle 10h00 alle 18h00 (giovedì aperto fino alle 22h00). Chiuso il martedì, il 24, 25 e il 31 dicembre. Il 1° gennaio aperto dalle 15h00 alle 21h00

Costo del biglietto : € 12, gratuito per i bambini fino a 5 anni. Un’audioguida è disponibile in italiano e in inglese. E’ possibile prenotare on line sul sito internet con un costo supplementare di € 1,5.

Tel. 02 444 255 11

E-mail : info@museoalfaromeo.com

Sito internet

Fonti :

L’articolo è stato realizzato grazie alle informazioni trovate sui pannelli esplicativi del museo e sul sito internet.

Le foto utilizzate in questo articolo mi appartengono ad eccezione di quelle indicate dagli asterischi, di cui cito la fonte qui sotto :

*Immagine panoramio.com

**Immagine it.fotolia.com