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Il porto di Milano

gennaio 4, 2016

Milano, lo sanno in molti, è una città fluviale : anche se nel corso degli ultimi anni i navigli sono stati in gran parte interrati e sostituiti dalle circonvallazioni, nella zona fra Porta Genova e Porta Ticinese si possono ancora percorrere il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, che si incontrano alla Darsena, da poco riaperta dopo anni di lavori di pulizia e restauro. Oggi il bordo è stato completamente rifatto ed è possibile passeggiare tutt’intorno alla zona, da piazza Cantore a piazza XXIV Maggio da entrambi i lati : sono state messe panchine, negozi, aree di sosta.

Un po’ di storia :

La piazza XXIV Maggio era, in tempi medievali, occupata dal laghetto Sant Eustorgio (dal nome della basilica, poco lontana) : qui confluivano le acque di Vettabbia, Olona e Seveso.  Il laghetto accoglieva le chiatte che portavano le mercanzie in città.

Un po’ più tardi, nel 1439, i pesanti carichi di marmo resero necessarie imbarcazioni più potenti e, quindi, fondali più profondi : il laghetto fu quindi dragato ed un canale fu costruito per trasportare i carichi alla fossa interna (via Molino delle Armi). Il dislivello fu regolato con la costruzione della conca di via Arena, di cui oggi rimangono pochi resti in via Conca del Naviglio (foto in basso*).

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Più in periferia, le piene e i dislivelli dislivelli erano regolati grazie alla costruzione di chiuse, un’invenzione di Leonardo da Vinci.

Nel 1603 il laghetto fu definitivamente trasformato in porto : tutt’intorno un vero e proprio polo commerciale prende vita e la piazza attigua diventa sede del mercato del bestiame e tale rimase fino al secolo scorso. Tutta la merce arrivava alla darsena e passava poi per il dazio. Oggi gli antichi edifici adibiti a questa mansione sono stati riconvertiti :

Alla fine dell’ ‘800 Milano è il 3° porto d’Italia : soprattutto materiale da costruzione come pietre, ghiaia, sabbia e legno, ma anche derrate alimentari. Il porto e le vie d’acqua ebbero un ruolo determinante anche nella ricostruzione della città, le cui vie di comunicazione di terra erano state distrutte dai bombardamenti.

Ma con l’avvento dell’automobile e dei sistemi di trasporto su ruota l’attività stagna : l’ultima imbarcazione trasportante sabbia sbarca alla darsena nel 1979.

Luogo tradizionalmente malfamato, la piazza è stata ormai completamente riallestita : isola pedonale al 100%, accessibile solo al tram, la zona è ricchissima di bar e locali con musica dal vivo. Non lontano di qui c’è una delle Università di Milano (la Bocconi) e la zona è piena di uffici, quindi il quartiere è molto frequentato, di giorno (pausa pranzo) come di sera.

Cosa c’è da vedere :

La zona è raggiungibile in macchina senza dover pagare il ticket, in quanto rimane ai bordi della 2a circonvallazione : potete parcheggiare in piazza Cantore (io di solito la metto al garage sopra la Coin) oppure in viale Gian Galeazzo c’è un piccolo garage privato (provato anche quello) che resta aperto fino a tardi.

Altrimenti, metropolitana 2 (linea verde) fermata Porta Genova e vi ritrovate vicino a piazza Cantore. Io comincerei la visita da qui.

Potete percorrere la passeggiata fino a Porta Ticinese, in piazza XXIV Maggio, e ammirare l’incile con il naviglio Pavese che, come il nome lo dice, porta fino a Pavia (foto in basso, il ponte a sinistra).

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Facendo il giro della piazza potete proseguire fino al naviglio Pavese, che si immette direttamente nella Darsena e conduce fino a Pavia. E’ lungo oltre 30 km e conta 12 conche. Utilizzato per il trasporto fluviale fino al 1965, è oggi piuttosto usato come canale di irrigazione. Oltre ai localini e i negozietti, vi consiglio di proseguire fino alla chiusa, che è ancora attiva. In questo punto potete attraversare il ponte e rientrare verso la darsena :

Proseguendo lungo viale Gorizia, costeggiando la darsena allontanandovi da piazza XXIV Maggio, vi ritroverete sul naviglio Grande. E’ lungo quasi 50 km e prende l’acqua dal Ticino, è il più grande e il più antico naviglio d’Europa. Mentre passeggiate, guardate all’interno dei bei portali : la bellezza di questi quartieri si nasconde nelle corti interne, regni discreti delle case a ringhiera (tipiche di Milano) dove i milanesi avevano creato vere e proprie comunità.

I navigli sono un punto d’incontro particolarmente meneghino, anche se sempre più turisti se ne appropriano : sono molto piacevoli da percorrere in ora pranzo oppure la sera (con una bella scorta di spray anti-zanzare…).

Dove mangiare :

Nei dintorni di piazza XXIV Maggio si trovano diversi locali per mangiare, ma soprattutto veloce (quindi non per me, slow food forever…), a meno di rimontare il Corso di Porta Ticinese che porta fino a Piazza del Duomo (foto in basso, vista dalla piazza e dal corso).

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Io resterei sulla piazza piuttosto per un aperitivo o per uno dei migliori gelati di Milano, la “Rinomata Gelateria” di Ripa di Ripa di Porta Ticinese, 1 :

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Dopodiché andrei a mangiare sui navigli. Entrambi, Grande e Pavese, pullulano di localini e ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma se volete gustare la vera cucina meneghina il mio consiglio è di provare “El Brellín”, Alzaia Naviglio Grande. Ne ho fatto un articolo a parte (clicca qui).

Buona visita !

 * Foto myvintagecurves.it

 

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